Asfalto e Pietre — Paesaggi
Queste immagini fanno parte di un percorso più ampio, nato da progetti come "Asfalto e Pietre": due modi diversi di raccontare il legame tra la materia e il tempo, tra ciò che resta e ciò che scorre. Sono frammenti raccolti lungo la strada — tra montagne, strade e luoghi di passaggio dove la luce cambia più in fretta dell'aria — e provano a restituire quel momento in cui il mondo, per un istante, si ferma e respira. Ogni fotografia appartiene a un cammino reale e può continuare a viaggiare, se vuoi portarla con te.
Tofana di Rozes
All’alba, la Tofana di Rozes si accende come una fiamma che resiste al gelo.
L’aria taglia il fiato, le ombre si sciolgono piano e la luce calda corre sulla roccia, scalda la vetta e scompare dietro le nubi.
È una montagna che non si lascia guardare facilmente — ma quando lo fa, sembra parlare di qualcosa di più grande.
L’aria taglia il fiato, le ombre si sciolgono piano e la luce calda corre sulla roccia, scalda la vetta e scompare dietro le nubi.
È una montagna che non si lascia guardare facilmente — ma quando lo fa, sembra parlare di qualcosa di più grande.
Piz Boè
Le nuvole sul Piz Boè non stanno ferme un secondo. La montagna appare, sparisce, riappare diversa — più scura, poi accesa, poi di nuovo dentro il grigio. Ho aspettato che si decidesse. Alla fine ho capito che non si decide mai: è il punto.
Corno Piccolo
Il Gran Sasso non fa sconti. Il Corno Piccolo emerge dal grigio come qualcosa che non chiede permesso — la luce lo trova un istante solo, tagliente, poi sparisce. Ho aspettato. È sempre così: la montagna decide quando mostrarsi, e tu sei lì con la macchina in mano a sperare di essere pronto.
Tofana di Mezzo
La Tofana di Mezzo e la Tofana di Rozes si somigliano e non si somigliano. Una brucia, l'altra assorbe. Quel giorno la foschia era bassa e il sole entrava di taglio — non illuminava, feriva. Ho scattato prima di capire cosa stavo guardando. Spesso è così che viene meglio.
Seceda Ridgeline
Il Seceda è il posto più fotografato delle Dolomiti e probabilmente il più difficile da fotografare onestamente. Tutti hanno quella foto. Io ho aspettato il vento — quando arriva, l'erba si muove e il crinale smette di sembrare una cartolina e torna a essere una cosa viva. È una questione di dieci secondi, forse meno.
Monte Cristallo
C'è un minuto, forse meno, in cui il Monte Cristallo brucia. Le nubi si accendono dal basso, il versante passa dall'ombra al rame, e poi è finita. Ho imparato a non guardare il tramonto — a guardare la montagna durante il tramonto. È lì che succede qualcosa che il cielo da solo non sa fare.
Piedra de l'Aguila
A sud di San Martín de los Andes, il Río Aluminé scorre lento tra pareti di granito che trattengono la luce.
L’acqua, il vento e la pietra sembrano muoversi insieme, nello stesso ritmo.
In Patagonia ogni cosa è più grande, ma ciò che colpisce è il silenzio con cui accade.
L’acqua, il vento e la pietra sembrano muoversi insieme, nello stesso ritmo.
In Patagonia ogni cosa è più grande, ma ciò che colpisce è il silenzio con cui accade.
Corno Grande
Inverno sul Gran Sasso. Le nuvole entrano nelle pareti del Corno Grande e il vento le strappa via — continuamente, senza pausa, come se la montagna stesse bruciando a freddo. Il bianco toglie i suoni. Sono rimasto lì finché le mani hanno smesso di funzionare bene. Valeva.
Monte Limbara
Nel nord della Sardegna, tra le rocce levigate dal vento, il cielo si apre e la Via Lattea si disegna sopra le cime.
È una notte limpida, senza rumori, e la luce delle stelle sembra bastare a illuminare la pietra.
Fotografare, in momenti così, è quasi un atto di gratitudine.
È una notte limpida, senza rumori, e la luce delle stelle sembra bastare a illuminare la pietra.
Fotografare, in momenti così, è quasi un atto di gratitudine.
Passo Giau
All’alba, il rifugio del Passo Giau si desta piano, mentre il monte Ra Gusela si lascia accarezzare dai primi raggi di luce.
L’aria è ferma, quasi sospesa, e tutto sembra nascere da capo: le ombre si ritirano, il cielo si apre, la montagna prende colore.
È uno di quei momenti in cui il giorno comincia davvero, e il silenzio vale più di qualsiasi parola.
L’aria è ferma, quasi sospesa, e tutto sembra nascere da capo: le ombre si ritirano, il cielo si apre, la montagna prende colore.
È uno di quei momenti in cui il giorno comincia davvero, e il silenzio vale più di qualsiasi parola.
"La Tofana di Rozes è massiccia ed io e lei ci capiamo. E’ sempre li a spezzare le nuvole per prima, come la prua di una nave che rompe le onde, taglia le correnti, o una rompighiaccio. Qualcosa di epico e disperato. L’ho
fotografata mille volte come si fa con un’amante, bellissima, che è tempesta anche quando dorme tra le lenzuola umide e calde."
fotografata mille volte come si fa con un’amante, bellissima, che è tempesta anche quando dorme tra le lenzuola umide e calde."
Le opere di questa serie sono esposte in modo permanente nella sala d'attesa del Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli, Roma.
Le fotografie di questa serie sono disponibili come stampe fine art numerate e firmate, realizzate su carta Hahnemühle in tiratura limitata.
Per informazioni: francesco@francescodibene.com
Le fotografie nascono per restare, ma anche per viaggiare: a volte il posto giusto è semplicemente un altro muro, un'altra luce, un altro sguardo.